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Affiliati Peducci/Savini

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A distanza di cinque anni dall’apertura di un laboratorio di scultura situato all’interno di una cava di pietra rosa ad Assisi, inaugurato dagli Affiliati Peducci- Savini, si assiste alla realizzazione di una vera e propria scuola di scultura, luogo in cui vengono studiati ed approfonditi aspetti della conoscenza radicalmente diversi: la tradizione alchemica e la scienza moderna. La matrice di questa prospettiva è il risultato di un lungo ed accurato lavoro, che ha avuto inizio a Carrara, precisamente all’Accademia delle Belle Arti. Qui, i due scultori hanno avuto modo di confrontarsi con...

A distanza di cinque anni dall’apertura di un laboratorio di scultura situato all’interno di una cava di pietra rosa ad Assisi, inaugurato dagli Affiliati Peducci- Savini, si assiste alla realizzazione di una vera e propria scuola di scultura, luogo in cui vengono studiati ed approfonditi aspetti della conoscenza radicalmente diversi: la tradizione alchemica e la scienza moderna. La matrice di questa prospettiva è il risultato di un lungo ed accurato lavoro, che ha avuto inizio a Carrara, precisamente all’Accademia delle Belle Arti. Qui, i due scultori hanno avuto modo di confrontarsi con la materia marmo così facendo hanno forgiato una nuova modalità di “fare” scultura che riflette le regole di vita dei due artisti. La creazione del laboratorio rappresenta questa sintesi di prospettive, in quanto si tratta di una rivoluzionaria concezione della lavorazione del marmo. La trasformazione del materiale lapideo, intesa come continua ricerca e sperimentazione sulla materia è il risultato dell’innovativo approccio all’arte classica. L’opera artistica, e più precisamente quella scultorea non è mai concepita come passiva rappresentazione, essa viene ideata, creata e successivamente “interpretata” attraverso una relazione che si instaura tra l’artista e l’oggetto a partire da un’intrinseca risonanza tra i due. La lavorazione avviene, non solamente applicando e manipolando il blocco di marmo attraverso la tecnica scultorea; essa implica la capacità dello scultore di percepire l’entropia della materia. Gli artisti operano un particolare passaggio che si esplica nel momento in cui lo scultore non è più relegato nel campo dell’arte, al contrario egli riesce ad uscire da esso, a spaziare ed a interessarsi a più branche della conoscenza umana, aspetto che nella società moderna viene completamente abbandonato a causa di un’eccessiva settorializzazione del sapere. Entrambi si immergono in un capillare studio della classicità estrapolandone principi e canoni, che successivamente vengono rielaborati in vista di una nuova concezione dell’arte. Il rinnovamento all’interno del processo di lavorazione del marmo è dato dalla volontà di sintetizzare le fasi salienti dello sviluppo della tecnica scultorea, a partire dalla classicità greca e romana, fino ad arrivare alla tecnologie di ultima generazione.

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