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Ttozoi

Ttozoi

Dentro la tela, tra le sue trame, vive la natura..... muffa: una Natura che grida, combatte ed emette suoni sordi che diventano cromie percepibili solo dopo la loro fine, che è stabilita irreversibilmente dall’artista. Un unico assolo di mera essenza naturale che si libera silente come il vento in una musica senza strumento. La tela funge da culla, emette battiti di sofferenza, sente la vita che la pervade e invade, reagendo muta e inerte. Quella stessa tela, fino ad oggi mero supporto, pretesto o concetto, diviene “parte”, complice, terra, Dio, di ciò che lo sguardo ignaro...

Dentro la tela, tra le sue trame, vive la natura..... muffa: una Natura che grida, combatte ed emette suoni sordi che diventano cromie percepibili solo dopo la loro fine, che è stabilita irreversibilmente dall’artista. Un unico assolo di mera essenza naturale che si libera silente come il vento in una musica senza strumento. La tela funge da culla, emette battiti di sofferenza, sente la vita che la pervade e invade, reagendo muta e inerte. Quella stessa tela, fino ad oggi mero supporto, pretesto o concetto, diviene “parte”, complice, terra, Dio, di ciò che lo sguardo ignaro dell’osservatore percepirà come semplice “quadro”. Ttozoi interviene preventivamente in modo assoluto e univoco delimitando ciò che, per assunzione primigenia, dovrebbe essere affrancata da ogni costrizione: la Natura. Sovvertire tale assioma, dunque, equivale proprio al racconto crudo e sfilacciato della contemporaneità: piegata, costretta, instradata da massificati vincoli economici, tecnologici ed estetici, causa-effetto della ineluttabile liquefazione di riferimenti. "Ci è sembrato straordinario, ancora oggi, poter cristallizzare questa essenza della modernità attraverso la disarmante forza di due elementi apparentemente “semplici”:la tela, supporto artistico per antonomasia, e la natura". Ttozoi, dunque, non crea nuovi eventi ma è colui che sa lasciarli accadere. Egli si limita a favorirne l'attuazione con la spontaneità del caso e la fantasia del sogno, lasciando il racconto delle sue opere ad un automatismo slegato da qualsiasi intento descrittivo. Chi osserva, viene travolto dalle vibrazioni di una vita nata scevra da ogni dogma o passaggio ragionato, solo e soltanto lui ne decide la fine naturale, consacrando l’opera all’eterna e sublime narrazione artistica. Ecco l’informale naturalmente assoluto: dimensione lirica tra l’essere e il divenire.

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